Quella che sveniva. La prima volta ho sentito dire cosΓ¬ a casa dei miei suoceri negli anni 2000, circa. La famiglia di mia moglie viveva in un piccolo comune rurale del Centro Italia. Un giorno mia suocera raccontava di chi avesse incontrato allβufficio postale. Per indicare una ragazza disse β la figlia di πΈπππππ πππ πππππππ.β. Nei loro discorsi piΓΉ volte si ripeteva la frase βquello che svenivaβ e tutti capivano immediatamente a chi ci si riferisse. Mia suocera mi ha spiegato che durante la seconda guerra mondiale e nellβimmediato dopo guerra il cibo scarseggiava per tutti. Alcune famiglie mangiavano soltanto ciΓ² che trovavano in campagna come le erbe selvatiche. Alcuni consumavano un solo pasto frugale al giorno mentre altri si limitavano a sbocconcellare qualcosa ogni due giorni. Capitava che mentre si era in fila per fare gli acquisti o mentre si aspettava il proprio turno per riempire le anfore alla fontana qualcuno svenisse. Era lβeffetto di unβalimentazione inadeguata ma anche della paura, delle tante privazioni e degli immani sforzi fisici. In un piccolo paese le persone che avevano perso i sensi a causa della fame si contavano nel palmo della mano. Proprio per questo tutti sapevano chi erano coloro che perdevano i sensi a causa della fame.
I mie suoceri raccontavano che perdevano i sensi soprattutto le donne. Forse perchΓ© alcune cercavano di ridurre il loro pasto per lasciare qualcosa ai figli o ai genitori in lΓ con gli anni. A volte, le donne svenivano perchΓ© sfinite da lavori massacranti. Molte venivano meno dopo che si erano recate al fiume a lavare i panni. Sulla via del ritorno, stanche dal lavoro svolto si trovavano a dover portare a casa pesanti ceste colme di panni bagnati. Ecco che, complice la dieta ipocalorica, era sufficiente una giornata soleggiata per farle svenire. E cosΓ¬ si acquistava lβetichetta di βquello o quella che svieneβ. Un epiteto diretto e forse un po’ crudele per indicare chi apparteneva a nuclei familiari particolarmente indigenti.
Una sorta di soprannome che in alcuni piccoli centri Γ¨ ancora in uso fra gli anziani.
Storia inviata da: Marco ph: #ele22


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